
Carola Ghilardi
Carola Ghilardi nasce e vive a Roma dove si diploma all’Accademia dell’illustrazione. Illustra di tutto, ma la sua passione sono i disegni e i colori. Per questo ama disegnare per i bambini e, quando è possibile, in loro compagnia. Le piace definirli i suoi “migliori maestri”.
Libri pubblicati da Carola Ghilardi
Permetti due parole?
Perché disegni con attenzione solo i personaggi e non si vede il paesaggio?
Perché, come ogni volta che illustro una storia, cerco di tradurre in immagini esattamente ciò che il testo mi suscita. In questo caso, le tipologie dei personaggi e i loro dialoghi erano molto “forti” e ho pensato di estremizzare quest’aspetto dando pieno risalto alle caratterizzazioni e penalizzando ciò che li circondava.
Perché i personaggi delle tue illustrazioni non sono proporzionati : ad esempio hanno teste grandi e gambe piccole?
Sempre per lo stesso motivo; la sproporzione aumenta la “forza” o la “debolezza” di un personaggio.
Quando devi illustrare un racconto ti basta leggerlo o vuoi anche conoscere lo scrittore?
Mi basta leggerlo ma dipende dai casi. A volte conoscere l’immaginario dello scrittore può fornire spunti interessanti per le proprie illustrazioni.
Come riesci a dipingere sguardi così intensi ai tuoi personaggi?
Gli occhi sono la parte del volto che in assoluto mi piace più visualizzare. In questo caso, laddove era possibile, ho inserito delle pupille vere, soprattutto nel caso della Regina, in modo che amplificassero l’alone “inquietante” che quel personaggio doveva trasmettere.
Hai mai realizzato opere insieme ad altri artisti?
Sì, ho lavorato spesso con un’altra illustratrice, Valeria De Caterini che ha uno stile completamente diverso dal mio. E’ stato molto divertente e interessante dal punto di vista del confronto reciproco.
Ti capita di inventare tecniche nuove o di usare materiali insoliti?
No, di inventare tecniche nuove…non credo. Ma quando ho tempo mi diverto a “giocare” e ad osservare i vari effetti. L’ultima volta ho giocato con una pigna che avevo precedentemente intinto nell’acrilico; passandola su un foglio ruvido creava una effetto “texture” molto interessante, che sarebbe andato benissimo per gestire l’illustrazione di un incarnato o la trama di una stoffa.




